LIBRO AGENDA EDIZIONE 2020
DESIGN SEMPRE PIÙ GREEN
L’Italia con oltre 30.000 imprese è leader europea per numero di imprese legate al design. Imprese che si distribuiscono sul territorio nazionale nelle regioni di specializzazione del Made in Italy definendone una vera e propria infrastruttura che lo alimenta di qualità e innovazione, rendendolo più competitivo. Non è un caso se, come si evince dall’ultimo rapporto Design economy realizzato da Fondazione Symbola, Deloitte e Unioncamere, le imprese del made in Italy con almeno 5 addetti, che puntano sul design impiegando designer o attraverso rapporti di subfornitura, mostrano più spesso performance positive.
In queste imprese, il 32,3% dichiara una crescita degli addetti (23,9% per le altre imprese) e oltre un terzo afferma un miglioramento del fatturato e delle esportazioni. Il ruolo del design a traino della competitività, infine, appare ancor più accentuato se si considera il connubio con la green economy. Basti pensare come, nella distinzione tra imprese, il vantaggio a favore di quelle che investono in tecnologie green, puntando simultaneamente sul design, raggiunge i 21 punti percentuali in termini di addetti (il 42,0% delle imprese green e design oriented dichiara un aumento dell’occupazione, contro il 21,0% delle imprese inattive sui due fronti), 18 punti in termini di fatturato (46,0% contro 24,0%) e 17 punti in relazione alle esportazioni (44,0% contro 27,0%).
Il settore italiano del design e il made in Italy, sono chiamati oggi a investire in innovazioni di processo e di prodotto per migliorare il profilo ambientale di beni e servizi e a formulare soluzioni per un mondo più sostenibile e a misura d’uomo. Come confermano i dati, grazie a questa comune sfida non solo è possibile rinsaldare il legame storico tra questi due settori, ma è possibile accrescere la competitività complessiva del quarto sistema produttivo manifatturiero del mondo.
Domenico STURABOTTI, direttore della fondazione Symbola

