Ad oggi gli oriundi e discendenti (collettività di origine italiana) nel mondo,  sono stimati in circa 80 milioni. Il primo posto spetta all’Argentina con circa 25 milioni e un Papa (Jose Mario Bergoglio, figlio di emigrati piemontesi), poi il Brasile, gli Stati Uniti con oltre 20 milioni, il Canada, l’Uruguay e l’Australia. Ma anche in Europa (Svizzera, Francia, Germania, Belgio).

In Argentina, definita da decenni la seconda casa degli italiani, tra gli italo-argentini figurano l’attuale Presidente della Repubblica – 2016 –  Mauricio Macri figlio di italiani, così come la Vice Presidente Gabriela Michetti, il Ministro della Cultura Pablo Avelluto, il Ministro dell’Interno Frigerio, il Ministro del Lavoro Triaca, il presidente della Corte Suprema Lorenzetti,  il Rettore dell’UBA (Universidad de Buenos Aires) Alberto Edgardo Barbieri, il Presidente della Borsa di Buenos Aire Adelmo Gabbi e i due uomini più ricchi d’Argentina: Alejandro Bulgheroni ed Eduardo Costantini. Storicamente, Manuel Belgrano è il creatore della bandiera dell’Argentina.

COLLABORAZIONE, OPPORTUNITÀ E AMORE PER L’ITALIA

QUI SONO A CASA”. Così come ha affermato il Presidente Sergio Mattarella al Parlamento Argentino nella sua recente visita, in Argentina è abbastanza facile sentirsi a casa, e così come avviene in gran parte del Paese, è la capitale  Buenos Aires che per prima fa dimenticare la distanza che separa il vecchio e il nuovo continente.  Con i suoi palazzi e monumenti di stampo decisamente europeo, le insegne dei negozi che  quasi tutte riportano un cognome italiano, i nomi dei quartieri di Buenos Aires – da Belgrano a Palermo – di chiaro marchio italiano e i suoi ristoranti made in Italy.
Ed è a tal punto vicina che all’incirca la metà dei suoi abitanti ha cognomi italiani. Magari non tutti parlano l’italiano ma lo comprendono senza difficoltà visto che il 40 per cento della popolazione ha proprio discendenze nel Bel paese e che in assoluto conta più italiani residenti: Buenos Aires, conta circa 285.000 italiani residenti, seguono Rosario, La Plata, Cordoba, Bahia Blanca Mendoza e Moron , Lomas de Zamor e Mar del Plata.
I rapporti dell’Italia con l’Argentina sono tradizionalmente eccellenti, in virtù degli storici legami culturali che legano i due Paesi e di una forte collaborazione bilaterale nel settore dei Diritti Umani, della cooperazione scientifica e tecnologica e dell’Università.
Il “Made in Italy” e le sue Eccellenze viene percepito dagli argentini in modo eccellente, con grande ammirazione ed interesse, come confermano le tre Camere Italiane presenti in Argentina: Buenos Aires, Mendoza e Rosario: il Bel Paese non solo è visto come il paese degli antenati – per chiunque abbia radici italiane – ma anche come la terra dove si respira arte, cultura, gastronomia e natura. Inoltre, l`Italia continua a distinguersi tra le destinazioni più amate dagli argentini in quanto ritenuta una destinazione unica al mondo per la sua cultura, la sua gastronomia, le bellezze del territorio, l`Italian lifestyle.
E tornando allo storico migratorio soprattutto dal meridione e dal sud, tra le Regioni considerate dal pubblico argentino interessanti turisticamente si distinguono Puglia, Sicilia e Calabria.

Missione di sistema in Argentina (Buenos Aires, 16-19 maggio 2016).

Si e’ conclusa il 19 maggio 2016, con successo e grande impatto in tutti gli ambienti istituzionali e imprenditoriali locali, la missione di sistema, guidata dal Sottosegretario alle Attivita’ produttive, Ivan Scalfarotto, in Argentina e fortemente voluta dal Presidente del Consiglio Renzi come seguito operativo della visita di quest’ultimo in Argentina nel febbraio u.s..
Detta missione, che lo stesso Sottosegretario non ha esitato a definire pubblicamente “la piu’ grande mai fatta in America Latina”, constava di 140 persone: 90 fra associazioni di categoria e imprese, 5 banche (Unicredit, Intesa San Paolo, Ubi Banca, BNL e Popolare di Vicenza) oltre ai vertici di ABI, Cassa Depositi e Prestiti, Simest e SACE.
Piu’ di 500 sono stati gli incontri bilaterali fra imprese italiane e argentine e circa 200 gli incontri fra le universita’.
Il messaggio finale e’ che i rapporti economici, commerciali e politici fra Italia ed Argentina risultano essere sempre piu’ rafforzati. In realta’, la gran parte degli interlocutori ha ribadito che i legami fra i due Paesi non sono mai venuti meno come testimonia la presenza delle aziende italiane in Argentina durante la crisi del 2001.
In tale cornice, il Vice Presidente di Confindustria, Licia Mattioli, ha espresso la volonta’ di rafforzare i contatti con la Union Industrial Argentina (UIA) al fine di sviluppare un terreno sempre piu’ favorevole per le PMI italiane ed argentine.

Agroindustria, automotive, energia-green technologies e infrastrutture, sono stati i settori al centro della missione.

Agroindustria: con una incidenza sul PIL nazionale superiore al 10%, il settore agricolo e dell’allevamento rappresenta uno dei comparti più importanti dell’economia dell’Argentina e occupa oltre 6 milioni di argentini (il 36% della popolazione attiva). La riduzione delle tasse sull’export di alcuni prodotti agricoli – approvata dal nuovo governo – favorirà già nel breve periodo nuovi investimenti e una maggiore competitività del settore. I beni agricoli costituiscono inoltre la base delle relazioni commerciali del nostro paese con l’Argentina: nell’ultimo anno oltre l’88% dei beni importati dall’Italia è infatti rappresentato da prodotti agricoli e alimentari.

Automotive: la filiera automotive rappresenta uno dei settori di riferimento del sistema manifatturiero dell’Argentina; essa ha infatti un’incidenza del 9% sulla produzione industriale del paese, esprime oltre l’8% dell’export totale e genera occupazione per oltre 65.000 persone. Nel paese operano con propri stabilimenti tutte le principali case automobilistiche internazionali (Ford, GM, Merceds-Benz, FCA, PSA, Renault, Toyota e Volkswagen). Nel 2015 l’Argentina si è classificata al 24° posto fra i paesi produttori di autoveicoli, 3° in America Latina dopo Messico e Brasile.

Energia e Green Technologies: con una produzione annua di circa 120 milioni di KWh e una capacità installata di 35 mila MW, l’Argentina è il secondo paese produttore e consumatore di energia elettrica dell’America Latina. Valori non ancora in grado di soddisfare tutte le necessità dell’industria e dei consumatori locali, in crescita negli ultimi anni ad un ritmo medio del 6%. Per ridare vita al comparto, le politiche intraprese dal nuovo Governo puntano innanzitutto a migliorare il business climate del settore, anche attraverso un aumento delle tariffe, così da favorire maggiori investimenti da parte degli operatori privati, sia in ambito convenzionale, che per quanto attiene alle energie rinnovabili.

Infrastrutture: lo sviluppo di un sistema infrastrutturale più moderno ed inclusivo è una delle priorità dichiarate dal nuovo governo che, all’indomani del suo insediamento ha varato il cd. “Piano Belgrano”, un importante programma di investimento del valore di circa 16 miliardi di dollari per rendere il Nord dell’Argentina economicamente più competitivo e socialmente più sviluppato (anche grazie a specifici progetti per lo sviluppo delle reti infrastrutturali di collegamento tra il nord e il sud del paese).