Il metro, geniale intuizione di un Bellunese

Il problema del calcolo ha afflitto l’uomo sin dall’antichità: piedi, pollici, giornate, passi, sono solo alcune delle unità di misura utilizzate nel corso dei secoli. Tuttavia, si deve a Tito Livio Burattini, matematico e cartografo originario di Agordo, la prima concreta formulazione della necessità di un sistema di misurazione che fosse unico, uniforme, accessibile e perenne. E di questo parlò nel volume da lui stesso redatto, “Misura universale” (1675), dove usò per la prima volta il termine “metro” come unità di misura lineare, a cui affiancò l’aggettivo “cattolico” (nel senso di “universale”). A Burattini si deve inoltre un primo tentativo di definizione, basato su un pendolo la cui oscillazione dura un secondo. È a partire dalle sue considerazioni che, nel 1791, l’Accademia Francese delle Scienze stabilirà la definizione originale del metro basata sulle dimensioni della Terra.